Turismo Cantiano


Comune di
Cantiano

EVENTI: LA TURBA
La sacra rappresentazione del Venerdi Santo

Il racconto della "Turba"
La turba, sacra rappresentazione del Venerdi Santo, sembra trarre origini, anche se non direttamente da movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terre di Marche e Umbria intorno alla meta' del XIII secolo.
Così anche Cantiano accoglieva allora la "turba" di pentiti imploranti e imploranti di ogni età e condizione che, in povertà di abiti o seminudi, procedevano nella sofferenza e nella redenzione battendosi e flagellandosi implorando il perdono, invocando la pace e la fratellanza.
Nello sviluppo della processione che con il tempo accolse la figura del cristo e degli altri personaggi, prese corpo la sacra rappresentazione della Passione con la ripetizione delle ritualità, delle figure, dei dialoghi, dell'azione.
Nacque così, nell'ordine immutabile del Gesù e dei Ladroni, dei Sacerdoti e dei Soldati, la sfilata scenica che ancora oggi per ricordare le antiche origini viene chiamata "Turba".
Il rinnovamento, certamente originale, fu del maestro Dante Bianchi negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale.
Esso ha trovato e trova sostegno morale e materiale nei cantianesi che offrono il loro sapere e saper fare, consapevoli di dar vita ad un evento importante per la comunità intera e per quella che come spettatrice vi si aggrega, con un peculiare rapporto dinamico ed emotivo tra spettacolo e spettatore che raggiunge una perfetta articolazione oltre ad un ampio coinvolgimento.


 
La "Turba" e i Cantianesi
Non solo rappresentazione teatrale ne solamente manifestazione Folkloristica; è la giornata più attesa nella vita dei cantianesi, il loro evento, nel quale si specchiano, si proiettano, si misurano.
Ad essa dedicano la propria creatività; passa il Carnevale, passa la Quaresima e Cantiano si anima: si aggiustano le scene, si adattano i costumi, e i personaggi si preparano nei ruoli e nei dialoghi.
Le famiglie si mobilitano; padri, madri e figli da cent'anni tornano a vestire gli abiti della tradizione, a scegliere le stoffe, a cucire i modelli.
La trasformazione
L'attuale messa in scena è l'evoluzione delle edizioni tenute sul finire degli anni '30 e di quelle storiche dei primi anni '50 che introdussero le scene e la teatralità dell'azione e dei personaggi, richiamando a Cantiano, la sera del Venerdì Santo, spettatori sempre più numerosi e di provenienze più disparate, aprendo così la strada al grande evento mediatico oggi divenuto.
La manifestazione, che innesta elementi teatrali di rara suggestione scenica all'originaria processione di personaggi in costume, trasforma l'intero nucleo abitativo storico del paese in una enorme scena all'aperto in cui si fondono la ricostruzione scenografica e gli elementi architettonici e orografici esistenti.
La parola ha sostituito la mimica e le recitazioni dei passi salienti del Vangelo rende più immediata la comprensione degli eventi narrati.
 
 
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