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Cantiano

TRADIZIONI & CULTURA: VIA FLAMINIA
 

Breve storia della Via Flaminia
Nei tempi della sua espansione Roma riuscì a separare e sconfiggere Galli e Sanniti nella famosa battaglia di Sentinum (294 a.C.); di li a poco stessa sorte tocco' anche agli Etruschi Caddero anche Sarsina (265 a.C.) e Volsinium (244 a.C.) permettendo a Roma di portare i confini fino alle rive del Rubicone.
Divenne quindi necessità strategica disporre di una via di comunicazione sicura ed affidabile che permettesse di raggiungere agevolmente le rive dell'Adriatico.
Toccò al Censore Caio Flaminio occuparsi nel 219 a.C. di adattare, collegare e migliorare quella via, in parte già esistente, che dal suo nome si chiamerà Via Flaminia.
L' Arteria si dimostro fondamentale ed indispensabile nelle strategie mercantili e militari dell'espansionismo di Roma repubblicana e imperiale.
Dopo l'intervento di Caio Flaminio, la via sarà sempre oggetto di assidue cure da parte del Senato.
Caio Gracco l'aveva risarcita e munita di pietre miliari (123 a.C.). Q.Minucio Thermo nel 65 a.C. ne aveva avuto la cura; Augusto, attento a tutte quelle opere che rispecchiassero la grandezza e forza di Roma, non esitò a comandare che valenti architetti si adoperassero per realizzare imponenti opere come ponti massicci, muraglioni e fondamenta lungo il tratto da Helvillum ad Intercisa.
I suoi successori apportarono ulteriori miglioramenti: Tiberio volle costruito un ponte alle porte di Rimini, Vespasiano fece aprire la grande galleria del Furlo nel 76 d.C.

 

 

L'imperatore Adriano non mancò di munirla di opere sussidiarie come "mutationes" dove sostare e cambiare i traini animali e le "mantiones" edifici dove albergare durante le intemperie.
Nel 305 d.C. la via era sotto le cure dei Cesari Flavio Valerio Severo e Galerio Valerio Massimino come testimoniato dalle incisioni su una colonna miliare (CXL miglia dall' Urbe) ritrovata in territorio di Cantiano e conservata all'interno del Palazzo Comunale.

Area archeolgica di Ponte Grosso sul Burano
La nuova Flaminia scorre veloce nella valle del Burano, ed il Ponte Grosso è solo un cartello turistico, ma se, con ritmi più distensivi, sceglierete di percorrere il vecchio tracciato, vi troverete a superare il fiume Burano su un ponte romano vecchio di 2.000 anni: il Ponte Grosso.
Diviso in due arcate di circa 7 metri con pila centrale con frangiacque di m. 5,60 esce dall'acqua del fiume con i pesanti blocchi di pietra corniola, di provenienza dalle vicine cave, disposti e sovrapposti a secco, accuratamente tagliati e lavorati per la perfetta aderenza. Sede stradale e parapetti danno una larghezza di 32 piedi romani (m. 6,5 circa).
Il ponte è stato costruito in età augustea come numerose altre minori testimonianze lungo la valle del Burano.

Area archeolgica di Pontericcoli
Pontericcioli è una frazione di Cantiano dove stanno emergendo importanti testimonianze dell'antica via.
È in questa località che l'attuale via Flaminia più si discosta dall'originario tracciato consolare.
In entrambi i casi le strade iniziano a salire per raggiungere, ieri come oggi, il passaggio obbligato del passo di Scheggia.
Una massiccia costruzione chiamata "Pontone" ci segnala il bivio sulla destra per entrare nella zona archeologica.
Poco più avanti si trova il ponte anche questo "Grosso": due fornici di m. 3,40 di luce con piccolo frangiacque; possenti i conci della ghiera alti fino ad un metro in pietra corniola. Interessanti le ammorsature con andamento spezzato.
Ancora un chilometro più avanti la terza localizzazione, forse la più interessante, dove recenti scavi hanno iniziato con successo il recupero di un complesso molto promettente composto da almeno due ponti, vari chiavicotti e muri di sostegno.

 


 

 


















 
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